Don Chisci@tte

Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi rappresentano al teatro Menotti uno spettacolo innovativo, con la sceneggiatura di Nunzio Caponio

Non lasciatevi ingannare dalle false apparenze del titolo.

Se avrete la pazienza di guardare con più attenzione, dietro a quella coltre di polvere che vi annebbia la mente, vi accorgerete che non è affatto come pensavate, semplicemente perché così siete stati programmati a credere.

C’è una chiocciola in mezzo al nome di questo moderno Cavaliere Errante. E non è un caso: perché proprio la fisica quantistica, salvagente filosofico della quotidianeita’ mediatica, ci segnala che le coincidenze sincroniche hanno un significato.

Il Don Chisciotte moderno è uno strano outsider improvvisamente paracadutato in una realtà ostile. Ha per castello incantato un garage metropolitano, per armatura i vestiti arrangiati di un samurai, per destrieri un corredo di telecamere e connessioni informatiche che gli permettono di navigare nel mondo dei social, dove si è fatto paladino di teorie sovversive fondate sulla fisica quantistica. E per mulini a vento contro cui combattere, la lenta assuefazione a una realtà indotta, in cui veniamo immersi come rane che cuociono lentamente in un’acqua sempre più bollente.

La sua, pertanto, non può che diventare una sfida all’ultimo sangue.

Capire che solo la forza costruttiva della realtà soggettiva, proiettata al di fuori di noi, può arginare la negatività di un vuoto cosmico che incalza progressivamente, in un buco nero che rischia di diventare fagocitante.

Unica controffensiva: l’amore, l’energia creativa che crea infiniti mondi possibili e paralleli.

Al guerriero contemporaneo e al suo fedele scudiero (che in quanto tale ha molti più dubbi che certezze) non resta che farsi proseliti di un nuovo codice etico, creando l’ordine universale dei cavalieri della resistenza: giurare di essere perennemente innamorati della Verità, e della Vita.

Combattere con lo spirito per non venire schiacciati dalla materia.

Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi ci regalano un’interpretazione intensa, ricca di emozione e pathos, come solo due grandi attori possono fare. Una sola scena protratta per un’ora e mezza di puro teatro che riesce ad assorbire interamente il pubblico offrendogli numerosi spunti di riflessione.

Un testo coraggioso portato in scena da due veri paladini del teatro.

Da non perdere.

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