DELIRIO, Brividi al nero di Luna

DELIRIO, Brividi al nero di Luna (Bré Edizioni): Dal 16 ottobre 2021 in assoluta ANTEPRIMA la nuova RACCOLTA di racconti del MISTERO.

Thriller, horror e mistery vi regaleranno brividi inediti per una SPAVENTOSISSIMA notte di Halloween

"Sono diventato pazzo, con lunghi intervali di orribile salute mentale" (Edgar Allan Poe)

"Volevo animare l'ambientazione gotica dei racconti di Halloween con contenuti legati al mondo esoterico. Il thriller e il mistero, unitamente all'horror, irrompono in molte leggende che hanno radici storiche, dando così vita a nuovi legami tra un sapere antico e un mondo moderno" (L'autrice- Silvia Alonso).

Silvia Alonso, con la sua prosa tagliente, ma al contempo elegante e seducente, permette a tutti di poter apprezzare il genere horror, così amato e temuto” (Bré Edizioni)

DELIRIO, Brividi al nero di Luna è disponibile su Amazon in EBOOK, formato Kindle e CARTACEO e a breve nei migliori store online

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Delirio: Come il rosso lunare, che emerge luminoso, eppur inquietante, sulla faccia della luna piena, il fil rouge di questi racconti si snoda lungo il confine spesso sottile tra il genere noir, il thriller, l’horror e il mistery. Protagoniste le suggestioni oniriche, le atmosfere gotiche e le risonanze esoteriche, a volte surreali, che impregnano di nuovi significati archetipi classici della letteratura gotica, rivisitati alla luce della spiritualità emersa nella nuova Era. I temi della reincarnazione, della psichicità e della medianità risuonano come un sottofondo nelle variegate trame, tra tradizione magica e contemporaneità. Protagoniste ne emergono le donne, che trascendendo la paura riescono a sublimarne il brivido trasformandolo in un anelito di conoscenza. I fantasmi della psiche vengono allora esorcizzati alla luce di nuove consapevolezze culturali e spirituali. Alcuni di questi racconti sono risultati finalisti o proclamati vincitori di importanti concorsi letterari (Premio Terni Narni Horror Festival; Premio Nazionale di arti letterarie Metropoli di Torno; Premio Giovane Holden; Premio Streghe e Vampiri), altri sono stati pubblicati in antologie tematiche thriller e horror (antologia Avventure al volante; Halloween all’italiana, Natale horror; Z di zombie). Il delirio lucido, il filo sottile che pervade ogni trama come un antico démone.

SINOSSI: Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nuova era.

Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe.

Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta.

Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale.

La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori,  tradimenti e una strana maledizione.

La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti  di un sapere alchemico ed esoterico.

Nella Catterale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i démoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti.

Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschtwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. Ma la vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino.

I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre.

Nella poesia di Beaudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro.

La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Ma qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.

BOOKTRAILER DI DELIRIO,BRIVIDI AL NERO DI LUNA

VLAD L’IMPALATORE, IL DRAGO E IL MITO DEL GRAAL (estratto da DELIRIOBrividi al nero di Luna): LEGGI L’ESTRATTO:

THE NIGHT OF DARKNESS

Era il 31 ottobre anno domini 1666 e le forze oscure erano allineate sull’asse delle tenebre.

Chiusa in una stretta gola tra le scoscese pareti di roccia, la valle di Brasov ombreggiava tra i riflessi cerulei del cuore dell’autunno. Gli sparuti raggi di sole che s’incuneavano a fatica tra i rami dei faggi e le betulle creavano un incendio di foglie cui solo gli abeti riuscivano a sottrarsi. Tutto appariva sospeso in una parentesi di attesa al cui centro si ergeva sovrana, sulla sommità di un’altura come in bilico sul nulla, la fortezza.

Era una costruzione severa quanto le torri aguzze che le conferivano un aspetto inespugnabile. Solo nella curva sinistra dell’ala residenziale quel luogo così inospitale assumeva un illusorio aspetto abitabile. Al centro del portone d’ingresso in ferro battuto risplendeva lo Stemma. Una croce latina color porpora sovrastava il cerchio di un drago dorato.

Il personale di servizio scandiva le proprie incombenze quotidiane muovendosi come in bilico su un pavimento di vetro, i loro gesti scivolavano silenti seguendo il muto succedersi di notte e giorno: tutto doveva essere svolto prima del tramonto, momento topico del Suo risveglio. Ad ogni alba il cacciatore alloggiato nell’adiacente rimessa svegliava il suo falcone per procurare al Conte prede fresche di giornata, animali destinati a placarne per qualche ora l’eterna sete, prima che egli stesso s’immergesse come un caimano nella notte per consumarvi efferate atrocità.

Sul fare del Vespro, al primo sorgere di Venere, avrebbe fatto di loro il suo pasto rituale. Una lenta agonia di cui avrebbe assaporato ogni fremito, senza perdersi neanche una stilla del nettare purpureo esondato e dei suoi riflessi d’ametista che rilucevano al raggio lunare, mentre sui loro volti esangui le pupille assumevano la fissità dell’espressione estrema della morte.

Poi, prima che in loro si fosse spento l’ultimo battito, gli avrebbe finalmente strappato il cuore, per deporlo nella coppa d’argento appartenuta alla sua illustre stirpe.

Quella coppa era il suo Graal, ma solo il sangue umano avrebbe generato la suprema alchimia di memoria egizia, l’elisir di lunga vita che tanto lo turbava. Nonostante i secoli di studio, non era mai riuscito a trovare la chiave per risvegliare il potere del Drago, affinché quella creatura mitologica, simbolo del suo antico casato, risalisse la croce che lo sovrastava, sormontandone la sommità in un’aurea alchemica. Quello sarebbe stato il segno, per lui, di un nuovo ciclo immortale. L’Eureka, l’Acmè di un sublime, indicibile piacere.

Era assorto nei suoi pensieri quando la finestra della stanza della torre più alta, dove aveva appena consumato il suo primo scempio, si aprì di scatto. Un vento gelido gli pietrificò le ossa e un vortice di grandine lo strinse nelle spire asfissianti di un gigantesco serpente che non gli lasciava scampo.

Si ritrovò precipitato in una terra di nessuno che si estendeva oltre il tempo, oltre il volere di Ananche e Thanatos. Intorno a lui, un deserto di cenere e pietra giaceva sotto lo sguardo metallico di una luna di ghiaccio. Capì di trovarsi al centro di un cratere di ossa umane, laddove l’odore acre e marcescente del sangue non gli concedeva tregua, mantenendolo lucido in un’agonia straziante.

Sentì uno stridere trattenuto, un lamento remoto, un tanfo di marciume che si faceva stagnante in una poltiglia che ribolliva putrescente.

Poi, un’invisibile lama di sangue risvegliò il vento. Al fruscio dei rovi sugli sterpi, uno sciame di spine prese la forma di un cono di ombre.

Si muovevano tenendosi per mano come spettri orfici di un rito di baccanti, la loro danza era scandita dal ritmo di tamburo, le orbite oculari protese verso la notte, le teste riverse all’indietro invocavano lingue mai udite, emettendo geroglifici sonori che risvegliarono un dio oscuro.

Quando caddero in preda al delirio, si avvicinò il sibilo del serpente, le spire della sua lunga coda si avvolsero in ellissi concentriche che li imprigionò in un cerchio di fuoco. Al suo centro, una forza centripeta eruttò in un vortice implosivo che, sprofondando nell’abisso, formò un occhio di lava e magma oscuro. Il suo cupo ruggito era un idioma disumano.

«Ombre di cenere e polvere, l’anti-tempo si è risvegliato dall’abisso. Tutto è ormai pronto. Ma l’occhio oscuro esige un’ultima prova. Il Serpente Piumato prenderà forma solo dal sacrificio del Drago. Sangue reale sarà versato in pegno all’immortalità. È questa la forza occulta dell’ultimo Graal. Aleppe, Pape Satan.»

Lo sciame delle ombre si fece allora più fitto fino a quando gli si accalcarono tutte addosso intonando il Mantra di Morte. Coi loro artigli famelici di belve notturne lo lacerarono a brandelli, riducendone le vesti a ragnatele. Le loro fauci di pipistrello lo smembrarono a morsi fino a ridurlo a poltiglia informe, un mucchio di viscere ed ossa da cui cavarono via prima gli occhi per poi strappargli la lingua. Per ultimo, lasciarono gli arti.

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I RACCONTI PREMIATI INSERITI NELLA RACCOLTA...

LA TRAPPOLA DELLA PERLA NERA, PREMIO GIURIA al TERNI NARNI HORROR FESTIVAL, 1 novembre 2021 E racconto finalista al Garfagnana in giallo, Barga noir 2021

LA DANNAZIONE DELLE DORMIENTI: racconto premiato dalla MENZIONE della GIURIA del Premio: BAUDELAIRE, VERLAINE, RIMBAUD E I POETI MALEDETTI, ottobre 2021

IL LADRO DI SOGNI, finalista al Premio “I giovani Holden” (settembre 2021) e al Premio Nazionale di Arti letterarie Metropoli di Torino