Pittrici ribelli: Dialogo tra Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo’

L’incontro tra due immense icone dell’arte al femminile. Un dialogo in poesia tra Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo’

(di Sylvie Labella)

Frida

⁃ sono segnata dalla morte. Mi perseguita da quando sono nata. Ce l’ho sul corpo, nelle gambe e nella mente, nell’anima martoriata. Ma il mio destino è risplendere di colori, di rifiorire nella vita;

Artemisia

⁃ Di uomini ne ho pure avuti. Ma uno solo ho odiato con fermezza. Quello che con gusto sgozzai. Più volte nelle mie tele. Come suolsi fare coi polli. Con fierezza. Affacendandomi nei mestieri domestici. Attenta però a non sporcarmici le vesti.Frida

⁃ io il mio lo amai molto. Quasi quanto il bimbo che mai ebbi. Figlia del mio figlio. Tutti e due nell’abbraccio piu’ grande. Di madre Terra. Che riecheggia la forza ancestrale. Di natura. E allora anche ogni mia ferita si rimargina. E diventa più pura

Artemisia

⁃ ma che ne sanno poi costoro. Si gli uomini dico: io persin piu’ brava ero. Non solo Santi o Duchi. Anche I’uomo comune, ho ritratto. Ma gli donavo eleganza. Il vero lusso. E dipingevo persino l’oro;

Frida

⁃ Io invece col gatto. E con la scimmia. Il mio autoritratto. Perché nel verde della Foglia natura parla, selvaggia, e risveglia in me la donna. Un tempo ero farfalla,colorata. E ridevo.. seria. Prima che mi dipinsi fucilata;

Artemisia

⁃ No basta con la tortura. La passai si’ quel tempo. Per la confessione nel processo. E mai ebbi paura. Rido dei miei aguzzini. Li ho ritratti infidi, ma furono i padroni. Del mio destino di martire, vendicata. Come in “Susanna e i Vecchioni”. Mai più giudicata.

Frida:

⁃ La mia anima è gemella nel dolore. Ti presento: un’altra me stessa. Mi è sorella. Di due un cuore. Quello dilaniato dal dolore, tradito e umiliato. L’altro intatto e puro. Gabbiano casto, ripara il mal d’amore.

Artemisia:

⁃ Ma ora voglio vita, pennelli, colore. E molte forme, che mi serve l’espressione. Gli occhi di stupore ho ricolmi, quanto li ho resi belli. Nella Maddalena, l’acme’, l’estasi estrema.

Frida:

⁃ ho il capo ricolmo di fiori. La mia corona per la vita. Che esploda, che mi lasci un giorno come un calice ricolmo, che sempre a piene mani ho bevuto, e mai ne sono pentita;

Artemisia

⁃ io il copricapo di Raffaello. Un berretto e una piuma. O con il liuto dell’artista. O la Santa Caterina. Sempre di me si tratta. La vincitrice. Nei miei dipinti me stessa, il volto della gran Pittrice.

Frida e Artemisia

⁃ e ora lasciamoci, con un abbraccio, che il domani sia migliore, una promessa e un legaccio.Quel giorno giungerà. E saremo noi nell storia. Non solo due pittrici. Ma due eroine , le prime di una stirpe, di lunga memoria…

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