“La cacciatrice di storie perdute”

Ci sono libri che ti segnano dentro.

Piccoli solchi invisibili nel cuore, ma non per questo poco importanti.

Come una goccia nell’oceano, penserete. Sì: ma è proprio quella goccia che a volte fa la differenza.

Fatto sta che, lo confesso, dopo anni che ho terminato “Mangia prega ama” ero proprio in crisi di astinenza.

Di India e spiritualità, di cose semplici ma vere, di piccole storie che ti sfiorano l’anima e ti riscopri a piangere perché allora capisci che non è tutto scontato. La vita, la sofferenza, l’amore. Le radici, i drammi interfamigliari a cui siamo connessi con dei fili sottili ma potenti. Questo almeno ci insegna l’antica sapienza sciamanica. Interrogare gli avi e spezzare i drammi antichi è credere che al di là di una realtà tangibile che pensiamo di dominare esista una logica diversa, fatta di coincidenze, sensazioni e visioni, qualcosa che ci determina già da prima che nasciamo. Questo è anche credere agli dei, simbolici o reali che siano. Shiva, Parvati e Ganesh. O Derva. Loro ci guardano e ci danno la forza di vedere il sacro nella vita di ogni giorno anche quando sembra che niente abbia più un senso.

Con la la semplicità disarmante delle storie mai dette, di tutta la vita che scorre dietro ai nostri passati ma anche a tutto ciò che ignoriamo o che abbiamo lasciato dietro di noi, per pigrizia paura o consuetudine. O semplicemente perché dimenticare è più facile.

Un amore impossibile vissuto durante la dominazione britannica ai tempi di Ghandi tra una donna hindi, sposata, e un ufficiale inglese. Il dramma delle sue scelte, la determinazione di vivere il suo sogno di scrittrice e le esigenze di restare sottomessa ai ruoli prefissi che una società ancora fermamente strutturata nel rigido sistema delle caste le impone, quello di moglie e madre.

Per scoprire che, alla fine, nonostante l’impossibilità di vivere le proprie emozioni, al di là di ogni contingenza, c’è una forza e un’energia che trascende ognuno di noi.

Perché come dice la leggenda, se quando nelle notti di eclissi c’è il rischio che siano le tenebre a prendere il sopravvento, è proprio allora che bisogna cercare la luce nelle tenebre. E scorprire cosi’ infinita magia delle stelle.

La cacciatrice di storie perdute resterà nella mia top ten dei libri imperdibili.

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