Bang bang… Amore e morte al cinema, a ritmo di musica

È sempre stato un legame ancestrale. Fare l’amore col nemico, sull’orlo dell’Abisso. Eros e Thanatos: Amore e Morte. .. E cosa c’entra dunque una canzone in stile western (Bang Bang) con il mito greco e il cinema contemporaneo?

Certamente per il tema cantato: sedurre la Morte, e a volte soccombere al rischio. La vita è l’altra faccia della morte, e vice-versa.

Avete presente il film “Le notti di Cabiria” di Fellini?( Dove lei -una meravigliosa Giulietta Masina- e’ una prostituta in cerca di redenzione, si innamora… e regala cuore anima e casa al suo “lui” . Che si rivelerà essere il suo tentato assassino. E che se ne scapperà col bottino )

Ecco: a sovvertire il tutto (i soprusi degli uomini sulle donne innamorate ) erano già da tempo arrivate le Baccanti, e il loro urlo killer, a rivincita vendicativa sopra gli uomini. L’urlo di vendetta della Dea Madre.

Tutto questo accade, alla rovescia, nella nota canzone “Bang bang”. Esattamente, quella: oggi la conosciamo tutti come colonna sonora del film “Kill Bill”. La versione usata da Tarantino (cantata da Nancy Sinatra, del 1966) è i fatti una cover in stile “western”, che il regista usa per omaggiare il suo idolo di sempre, l’ inimitabile Sergio Leone.

(Un Morricone in stile epico non sarebbe stato del resto proponibile come colonna sonora del nuovo genere, pop-nipponico-fumettisco, inventato da Tarantino). E così il testo “he shot me down, I hit the ground, that awful sound, my baby shot me down” calza alla perfezione per l’incipit del film, dove nel capitolo 2 “La sposa imbrattata di sangue” lei è vittima di un amore killer.

Proprio quello che accade nella precedente versione della stessa canzone , cantata in italiano da “Dalida’ “, dove i due bambini giocavano sui cavalli a dondolo, a fare i gangster, e lui sparava sempre al cuore.

Ma quella mano sul grilletto viene finalmente fermata.

E non più dalla volgare banalità della pistola. Ma con un crescendo di colpi da maestro. Prima con il coltello, poi con la katana. E infine col colpo segreto. Quello letale appreso dal Maestro-monaco Pai Mei.

E stavolta è lui che, per mano di Beatrix Kiddo: “hit the ground”. Forever!

Finale di riscatto. Esultazione tellurica femminile. La vendetta!

..Ecco che senti riecheggiare il coro delle Baccanti, che ritorna come ne “La Venere in Pelliccia” di Polansky. Sulle labbra della bella Emmanuelle Seigner, che da vittima diventa carnefice del suo compagno di scena, e così recita:

“..E il Signore Onnipotente lo colpì, e lo mise nelle mani di una donna..”

Del resto, Tanathos è donna.

Un vero, terrifico angelo letale, quando ci si mette!

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