Fields of Gold

-Dalle lacrime di stelle ai campi d’oro. Serata magica per Monaco e lo Yacht Club sulle note di Sting-

In effetti. La chiave di tutto è proprio questo: “Be yourself, no matter what they say…”. Sentirsi un po’ “un pesce fuor d’acqua”, praticamente un “alien”, capita a tutti nella modernissima, patinata e frenetica quotidianeita’. Ecco un altro motivo per amare alla follia Sting e le sue canzoni… io poi che sono un’italiana in Montecarlo, dichiaratamente “mamma-holic”, so cosa significhi sentirsi vagamente “odds” (against all?), e piacersi lo stesso, anzi di più… Sta di fatto che sono comunque rimasta tra le ultime delle romantiche.. e quindi l’idea di lanciare al mondo, eventualmente, un SOS per via marina, con un messaggio nella bottiglia, mi lascia letteralmente in estasi…

Lui è innegabilmente un idolo, però quasi in sordina, come dire, anti divo e inedito, di questi tempi di sfrenato narcisismo globale e mediatico. Radicale. E infatti rimane radicato nel suo rock pop più autentico, virando ogni tanto al raggae (con aperti omaggi a Bob Marley) e strizzando l’occhio anche a ritmi fluidi, orientali ed etnici, quelli per cui noi donne andiamo direttamente in delirio, per intenderci.

Così, molto prima che Shakira sdoganasse la danza orientale unendola a raggaeton in salsa “fusion”, lui era lì, con Khaled ed altri grandi del Medio Oriente, come un piccolo, grande Principe, a dedicarsi alla sua Rosa. Quella più preziosa che cresce in mezzo al Deserto, tra le dune e il vento per raccontarci che, nei momenti di maggiore difficoltà e in mezzo ai più grandi ostacoli, la vita ci regala i suoi tesori più belli, quelli nascosti che devi scoprire come un Alchimista.

Credo che Sting sia così, un po’ il Gandhi della musica rock. Il Gandhi della musica in generale. Lui che veramente crede nel pensiero positivo, pratica yoga e la meditazione, senza farne sfoggio per le occasioni più importanti,ma come semplice regola di vita, che si allarga come un sorriso sul volto di un bambino, irradia la giornata ed è persino, innegabilmente, contagioso. Perché nella musica ci sono le sue parole. E le parole sono pensieri liberi che volano, mettendo ali all’anima. Per tutti noi, creature fragili, che ci bagniamo nella pioggia, per lavarci dalla violenza, e siamo vulnerabili, e aspettiamo che scendano lacrime dalle stelle.

Sotto questo magico cielo di Monaco, tra stelle e mare, lui ci ha regalato le sue canzoni. Giovane come un ragazzino, pura energia, autentico talento. Umiltà e amore.

Namaste’. Grazie a Sting e a chi ha organizzato questa magica, indimenticabile serata. Yacht club e gruppo Feretti in primis

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