L’Angelo veste Sado

Il nuovo romanzo di Silvia Alonso, già finalista al premio Nabokov, di prossima pubblicazione.

Un misterioso legame unisce i giochi proibiti svolti nelle segrete di una Milano da bere e le pratiche estreme di un’elitaria Monte- Carlo, dove gli acrobati del Circo si trovano in collisione col gioco d’azzardo. Filo conduttore di tale legame invisibile è il mondo esoterico e la sua deriva nelle pratiche Sado-maso. Le protagoniste di un’inedita Milano notturna sono spregiudicate mistress affiliate al cosiddetto Diavolo. La principale vittima è invece un bellissimo acrobata dal volto d’angelo, affetto da una strana dipendenza, la cosiddetta astinenza da vuoto.

Maddalena Santacroce, giovane ballerina di pole dance con passioni esoteriche, viene improvvisamente chiamata in commissariato per accertamenti. La sua migliore amica Cristiana Carofiglio, apprendista mistress, è la principale indiziata. Sospettata di complicità, costretta a respingere le pesanti avances del “bavoso” commissario Bellavista che la tallona senza tregua, illuminata e al contempo confusa da oniriche visioni, in pochi giorni Maggie vede crollare le non molte certezze della sua esistenza.

In una continua commistione tra sacro e profano, tra pratiche occulte e tentennamenti nel vuoto, per il commissario e la protagonista sarà difficile svolgere il bando della matassa e scoprire chi veramente si celi dietro al ruolo della Suprema Mistress. Intense scene hard al sapore d’incenso e sangue avvolgono il lettore sin dal primo momento inchiodandolo alla pagina, assieme al potere di una narrazione a più voci, veloce e incalzante, dove il confine tra il mondo dell’onirico e quello reale sembra solo il frutto di una nebulosa allucinazione.


Uno strisciante desiderio bruciava tra loro silenzioso, trasudando di soppiatto dai loro occhi. Se ne percepiva l’intensità rovente e pericolosa, voluttuosa come le spire della morte. Non aveva mai messo piede in quella terra desolata fatta di freddo godimento, dove un ghiaccio siderale pareva dover regnare, incontrastato, per sempre.

Da “L’Angelo veste Sado”

“Avrei voluto dare saggio della mia assoluta incorruttibilità, senza nulla concedere a quell’interrogatorio neanche sotto tortura: nessuna parola sarebbe sfuggita dalle mie labbra orizzontali … E per quello che invece riguardava le verticali, avrebbero dovuto restarsene chiuse come la più ermetica delle casseforti”. (-Maggie-)

Da “L’Angelo veste Sado”

Si sentiva preso in giro dal destino. Mai un’indagine tanto stuzzicante dal punto di vista teorico, per tacere del lato pratico e insolitamente ludico, gli era scivolata di mano con tale destrezza. (…) Si sentiva assediato e al contempo umiliato per non riuscire a dare una direzione a quell’indagine, che si stava trasformando in un vero tormento. (-Bellavista-)

Da “L’Angelo veste Sado”